Cannaiola - Colli Etruschi Viterbesi

I vitigni della cannaiola vengono coltivati da tempo immemorabile nella zona dei comuni di Marta e Capodimonte a sud-ovest del lago di Bolsena e nella località; di San Savino in comune di Tuscania. Una volta le viti le trovavamo sui filari che erano ai margini dei campi di frumento. Dopo un periodo di relativo abbandono e dopo la denominazione di origine controllata «Cannaiola» - «Colli Etruschi Viterbesi» la coltivazione si è; intensificata e dobbiamo alla tenacia di alcuni agricoltori la conservazione dei cloni; tra questi Domenico Moretti che è; stato il primo a propagare ed iscrivere il suo vigneto sotto la denominazione «Cannaiola».

Villa Puri, Cannaiola Di Marta

Cannaiola di Marta

Descrizione: colore tra rubino e violaceo, all'olfatto sui generis di rosa, viola, peonia, ciliegia selvatica, more di rovo. Blandisce il palato con vena dolce ben modulata da freschezza e dalla sapidità; del terreno vulcanico.
Zona di produzione: comune di Marta, in località; San Savino, ad una altitudine di circa 250 mt sul livello del mare.
Tipologia dei terreni: giacitura in terreni pianeggianti di origine vulcanica con prevalenza di tufi, in terreni ricchi di scheletro con potassio lentamente assorbibile.
Uvaggio: uve cannaiolo nero autoctone della zona di Marta, Capodimonte, San Savino.
Vendemmia: manuale e differenziata in due momenti per armonizzare le caratteristiche organolettiche e le componenti fisico-chimiche dei mosti.
Vinificazione: per due settimane, in presenza di vinacce, con rimontaggi giornalieri e salasso nell'ultimo periodo.
Fermentazione alcolica del mosto: eseguita a temperatura intorno ai 22° per la conservazione degli aromi presenti nei mosti.
Grado alcolico: 12.5%+2 secondo l'andamento stagionale.
Abbinamento col cibo: con merende rustiche a base di caciotta e finocchiona oppure, come tradizione vuole, con anguilla alla cacciatora o in agro dolce; per il garbato residuo zuccherino si accompagna ugualmente bene a dessert non troppo dolci come biscotti cantucci e paste frolle.
Bottiglia: 0,500 lt.

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Disciplinare della D.O.P.

Il riconoscimento della D.O.P «Cannaiola dei Colli Etruschi Viterbesi», così; come previsto dal relativo disciplinare di produzione, è; riservato ai vini ottenuti da Canaiolo nero, localmente detto Canaiolo, per non meno dell'85%, e per la restante parte da altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, sino ad un massimo del 15%, con esclusione del Ciliegiolo.
Il disciplinare stabilisce inoltre che "nella presentazione e designazione del vino ottenuto dall'uva Canaiolo nero deve essere utilizzato in etichetta il sinonimo localmente usato Canaiolo e obbligatoriamente ed esclusivamente per le uve provenienti dai vigneti ubicati nei comuni di Marta, Capodimonte e limitatamente alla limitrofa località; S. Savino nel comune di Tuscania il sinonimo localmente usato Cannaiola".